Nel nostro ultimo articolo avevamo visto alcune tipologie del legno e varie sue caratteristiche. Oggi ci soffermiamo sui legni ingegnerizzati e più nel dettaglio sui pannelli a base legno, dato che sono il nostro materiale di lavoro, vogliamo informarvi su alcuni aspetti che riguardano la sua composizione.

 

Una premessa: bisogna sapere che tutti i pannelli a base di legno contengono colla.  Siano essi realizzati dall’impasto di polveri o trucioli (mdf, truciolare e osb) sia i pannelli a strati sovrapposti di legno (compensati, multistrati) sia i pannelli formati da listelli di legno accostati e incollati (listellari).

Quindi se parliamo di colle bisogna per forza parlare anche della loro tossicità: ci sono diversi gradi di tossicità dei collanti relativi al rilascio in atmosfera di sostanze nocive o addirittura cancerogene (generalmente formaldeide), per cui esistono dei regolamenti e dei parametri da rispettare. 

 

Ecco una breve sintesi delle normative che bisogna conoscere:

 

  • In Europa per l’impiego di pannelli a base legno in ambienti domestici si applicano i parametri della normativa UNI EN 13986 stabilendo che le emissioni di formaldeide  non devono superare il parametro di 0,1 ppm (particelle per milione), questo è il limite raccomandato dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità) per ambienti di vita e soggiorno. I prodotti che rispettano questo parametro vengono classificati E1.
  • Nel 2018 negli USA entra in vigore la normativa CARB (California air resources board) che fissa nuovi parametri, più restrittivi rispetto alla norma UNI europea.
    In risposta a questo requisito i maggiori produttori di pannelli si adeguano a questo standard più restrittivo e quindi – di fatto – questo viene attualmente assunto come parametro di riferimento.
  • Tale parametro prevede i seguenti criteri:

0,05 ppm per i pannelli multistrato e compensati

0,09 ppm per i pannelli truciolari

0,11 ppm per i pannelli mdf

0,13 ppm per i pannelli di mdf sottili (fino a 8 mm)

Se paragoniamo i parametri CARB a quelli UNI Europa si rileva che la norma è molto più restrittiva per i pannelli multistrato, è sostanzialmente uguale per i pannelli truciolare ed è meno restrittiva per i pannelli mdf (polvere di legno e colla).

Tale scelta ci fa arrivare a queste conclusioni:
1.-  Dal punto di vista del regolamento viene favorito il mercato dei pannelli di particelle (truciolare e mdf)

2.-Al contempo i prodotti a base multistrato conterranno un quantitativo di formaldeide molto inferiore rispetto a quelli a base particelle (circa la metà).

Inoltre, bisogna tenere in considerazione non solo il tasso di emissione ma il valore assoluto.


I parametri delle norme esprimono un valore percentuale ma appare evidente che una concentrazione alta di materiale nello stesso ambiente comporta un rilascio maggiore di formaldeide.
Ovvero il rilascio di sostanze nocive non può essere espresso solo in termini percentuali ma anche in termini assoluti. 

Possiamo dire, senza inganno, che usiamo le colle perchè usiamo il multistrato (seguire link sui materiali), ma possiamo anche affermare che un mobile ben progettato in multistrato impiega un quantitativo di materiale corrispondente a circa la metà di un prodotto in truciolare o mdf.

Questo si deve alle caratteristiche meccaniche del materiale stesso. 

I pannelli di particelle sono materiali “mediocri” dal punto di vista meccanico e il deficit di prestazione viene compensato attribuendo ai componenti del mobile un maggiore spessore.

Il multistrato è molto più resistente ed elastico e quindi – a parità di prestazione – può essere molto più sottile, per cui se la massa è inferiore di conseguenza anche il rilascio di formaldeide in termini assoluti. 

 

IN SINTESI… un prodotto ben progettato in multistrato ha un’emissione di formaldeide molto inferiore ad un analogo prodotto in truciolare. 

 

E cosa diciamo dei mobili creati in legno massiccio? 

Ovviamente sono privi di emissioni di formaldeide, ma è necessario rilevare che il consumo di materia prima necessaria (quindi di alberi tagliati) per la loro realizzazione è molto, molto maggiore.

Negli ultimi anni la sostenibilità sembra essere al centro dell’attenzione di quasi tutte le aziende produttrici di arredamento (questo è confortante, che sia una questione di moda o meno, è a beneficio di tutti che se ne parli) bisogna però fare i conti con molti parametri e realizzare un’attenta riflessione su tutto il processo di elaborazione prima di dichiarare il proprio prodotto sostenibile. 


La tendenza a seguire la moda che in un certo senso vuole ora essere “amica dell’ambiente” rischia spesso di confondere le idee…


Ci sono parametri da seguire, regolamenti da rispettare e buon senso alla base di ogni scelta che si realizza: valutare con cura le diverse opzioni sulla materia prima, capire come riuscire a fare il mobile desiderato senza sprecare materiale, pensare alla manutenzione, alla manodopera, alla lavorazione tecnica, all’imballaggio e allo smaltimento finale del prodotto. 

Ultime considerazioni

Lo abbiamo detto già più volte (e questo non riguarda non solo i mobili di design) la sostenibilità non è una questione di etichetta (o di autocertificazione) la sostenibilità deve essere un valore che sta alla base per portare avanti un concetto globale di armonia e rispetto della salute del pianeta e dell’uomo. 

Al di là dello scambio economico proprio del rapporto di consumo, bisogna portare trasparenza nel rapporto umano che si crea tra azienda e cliente e consapevolezza in ogni individuo prima di produrre o acquistare un prodotto.

Totem ha scelto il multistrato di betulla come materia prima

⇒ per cui ci sono colle, dobbiamo quindi rispettare i parametri e le normative sul loro uso
⇒  ci impegnamo a cercare materiale con provenienza certificata per evitare la deforestazione
⇒  la nostra materia prima è garanzia di qualità e leggerezza ma anche di una notevole resistenza che da lunga vita ai nostri prodotti

⇒  lavoriamo con questi valori dal 1997, quanto il design degli interni privilegiava la plastica, quando ancora le “tendenze ambientaliste” non erano una moda….

LA CHIAVE DI TOTEM

La buona progettazione è la nostra chiave per risolvere la complessità del problema della sostenibilità.
L’esperienza e i valori dell’architetto Paolo Cogliati (creatore di Totem) offrono la possibilità di osservare un lungo percorso di ricerca per armonizzare la casa dell’uomo e la natura, un percorso fatto di legno per vivere in un ambiente senza sprechi, con il potere di accogliere senza pretese l’essenza dell’animo umano.

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